Conclusa la Conferenza CITES, tra clamorosi fallimenti e qualche successo

24 proposte accettate, 10 respinte e 7 ritirate. Clamorosi insuccessi per la tutela dell'Orso polare e diverse specie di squalo. Il successo più rilevante la bocciatura della proposta di spostare l'elefante dall'Appendice I alla II. Nel complesso è completamente mancata una risposta forte e qualificata fronte delle emrgenze che la biodiversità globale si trova ad affrontare (04/04/10)

E' durato due settimane il meeting della Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES) che si è concluso senza il raggiungimento di un accordo complessivo per la protezione delle specie marine.

I rappresentanti dei 150 Governi presenti hanno però adottato diverse decisioni per il rafforzamento della tutela di diverse specie di rettili, per combattere i traffici illegali in parti di tigre e rinoceronte e per aggiornare le norme relative a commercio di diverse specie di flora e fauna.

Secondo i più ottimisti, la conferenza che si è svolta a Doha rappresenta comunque un importante passo nel lungo viaggio per la conservazione delle specie marine di interesse commerciale. La qualità del dibattito e la maggioranza semplice raggiunta per la tutela di tre specie di squalo, il corallo rosso e rosa, inviano un segnale forte ai Governi e alla comunità intenazionale relativemente all'urgenza di limitare il sovra-sfruttamento di certe risorse. Purtroppo si tratta solo di un segnale enon di una decisione vincolante.

Secondo quanto dichiarato dal Segretario Generale Willem Wijnstekers, nel comunicato stampa diffuso dalla CITES “I risultati ottenuti, non riflettono adeguatamente il reale impatto di questa conferenza, ma saranno pienamente compresi solo quando si ridiscuteranno, nei mesi a venire, il destino del tonno rosso e di alcune specie di squalo”.

La CITES seguirà con particolare attenzione l'adozione di misure di tutela da parte di altri consessi per la protezione delle specie marine. Una opinione certamente qualificata, ma che si scontra col drastico giudizio di molti osservatori che hanno definito la conferenza semplicemente come “un disastro”.

Uno dei temi principalmente dibattuti è stato quello della necessità di fare “convivere” le esigenze di tutela delle specie con lo “sviluppo sostenibile delle comunità locali e delle economie nazionali”. Una frase “politicamente corretta” che significa che le misure di tutela si adottato se e solo se non contrastano con gli interessi economici di qualcuno.

Un esempio eclatante e' quello del corallo, rosa e rosso. Una proposta congiunta UE/USA di inserire tutte le specie di Corallidae nell'Appnedice II e' stata bocciata. Ogni anno vengono raccolte circa 30/50 tonnellate di corallo, impiegato soprattutto nella produzione di gioielli. I soli Stati Uniti - che costituiscono il maggior mercato mondiale - hanno importato nel periodo 2001-08 oltre 28 milioni di pezzi. Un business colossale che non si ferma neanche davanti all'evidenza. Nel Mediterraneo, ad esempio, rami di corallo di 50 cm di lunghezza erano una volta comuni. Ora nelle colonie su cui si effettua la pesca, i rami disponibili non raggiungono i 5 centimetri. Molte delle colonie di corallo presenti in Italia, Francia e Spagna sono ormai commercialmente estinte.

Squalo martelloBen quattro proposte di includere altrettante specie di squalo nell'Appendice II della CITES sono state respinte. Squalo martello smerlato (Sphyrna lewini) , Squalo longimano (Carcharhinus longimanus), Smeriglio (Lamna nasus), Spinarolo (Squalus acanthias) non avranno alcuna protezione benche' le loro popolazioni negli ultimi anni si siano ridotte del 90%. Questo significa che la loro strage potrà proseguire impunemente per rifornire i mai sazi mercati orientali delle “pinne di pescecane” e le friggitorie del nord Europa.

La proposta del Principato di Monaco relativa all'inserimento del tonno rosso nell'Appendice I (bando al commercio internazionale), che aveva fatto tanto discutere, e' colata a picco con ben 72 voti contrari e solo 43 favorevoli. Un'altra decisione senza senso data l'enorme evidenza scientifica in merito al gravissimo stato di conservazione della specie.

Negli ultimi anni la CITES aveva iniziato a inserire nelle proprie liste specie marine di interesse commerciale (storione, squalo balena, squalo elefante, cavallucci marini) e il respingimento di queste proposte rappresenta secondo i più ottimisti un “processo di transizione” per adeguare i regimi esistenti di gestione degli stock di pesce verso sistemi più “robusti e coerenti”. Di fatto signbifica abbandonare al loro drammatico destino quattro specie pescate abbondantemente al di sopra dei limiti di sostenibilità.

I controlli CITES sul commercio internazionale entreranno invece in vigore in 90 giorni per due specie di albero dell'America del Sud (Bulnesia sarmientoi e Aniba rosaeodora), diverse piante del Madagascar, alcune lucertole e rane dell'America Centrale, una salamandra iraniana e altre specie di flora e fauna.

Le proposte per la tutela dell'Orso bianco sono state respinte dalla maggioranza dei Governi, capitanati dal Canada, giustificandosi con la scarsa evidenza scientifica per supportare l'inserimento nell'Appendice i e con il ruolo giocato dall'Orso polare nella cultura e nell'economia delle popolazioni indigene del nord. Popolazioni che si sono beatamente evolute dai cani e dal kayak a case, fucili, motoslitte e fuoribordo ma a quanto pare riescono ancora a giocare al “buon selvaggio” quando gli torna comodo (ovvero quando possono spennare un cacciatore americano in cerca di “emozioni” trofei in mezzo ai ghiacci).

L'elefante africano è stao al centro di un ampio dibattito a causa della proposta di Tanzania e Zambia per la retrocessione del prezioso pachiderma dall'Appendice I (divieto assoluto del commecio) alla II (commercio controllato). La scellerata proposta, che avrebbe spalancato le porte al bracconaggio più di quanto non lo siano già ora, è stata fortunatamente respinta e ha portato il Kenya a ritirare la propria proposta di moratoria di 20 su commercio.

Coccodrillo del NiloLa popolazione messicana di Coccodrillo di Morelet (Crocodylus moreletti) è stata degradata dall'Appendice I alla II ma con una quota fissata a zero per gli esemplari selvatici. Si potranno di conseguenza solo commerciare parti provenienti da esemplari di allevamento sulla base di appositi permessi. Stessa sorte per la popolazione egiziana di Coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus).

Sono state anche assunte decisioni in merito a: implementazione pratica della Convenzione in cooperazione con altre Convenzioni internazionali per la tutela della biodibersità; tutela delle condizioni di vita delle popolazioni povere rurali; efficacia delle politiche di controllo dei commerci; approvato anche un aumento del 6% delbudget.

La 15ma conferenza delle parti ha visto la partecipazione di 1.200 rappresentanti da 150 Paesi, dal 13 al 25 Marzo 2010. La 16ma conferenza delle parti si svolgerà nel 2013 in Tailandia, a Bangkok.

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