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Accordi internazionali

Convenzione di Berna: conservazione della flora e della fauna

La Convenzione di Berna ha lo scopo di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali e a proteggere le specie migratrici minacciate di estinzione mediante una cooperazione tra gli Stati - tra cui l'Italia che l'ha ratificata con Legge 5 agosto 1981, n.503 - che si impegnano ad attuare le politiche nazionali per la conservazione della flora e della fauna selvatiche e degli habitat naturali; integrare la conservazione della flora e della fauna selvatiche nelle politiche nazionali di pianificazione, di sviluppo e dell'ambiente; promuovere l'educazione nonché la divulgazione di informazioni sulla necessità di conservare le specie e i loro habitat.

L'Allegato I elenca le specie di flora selvatica che è vietato cogliere, collezionare, tagliare o sradicare intenzionalmente. L'Allegato II (qui a lato) elenca le specie di fauna selvatica che sono anche oggetto di disposizioni legislative o regolamentari opportune per assicurare la loro conservazione. Per queste specie è vietato:
· qualsiasi forma di cattura, di detenzione o di uccisione intenzionali;
· il deterioramento o la distruzione intenzionali dei siti di riproduzione o di riposo;
· il molestare intenzionalmente la fauna selvatica, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione;
· la distruzione o la raccolta intenzionale di uova dall'ambiente naturale o la loro detenzione;
· la detenzione ed il commercio interno di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti ottenuti dall'animale.

Le specie di fauna selvatica enumerate all'Allegato III devono essere oggetto di regolamentazione al fine di non compromettere la sopravvivenza di tali specie (divieto temporaneo o locale di sfruttamento, regolamentazione del trasporto o della vendita, ecc.). Le parti contraenti vietano il ricorso a mezzi non selettivi di cattura e di uccisione che potrebbero provocare la scomparsa o compromettere la tranquillità della specie.

Dal punto di vista operativo, nel caso in cui gli organi di vigilanza si trovino di fronte a casi di violazione di tale normativa (relativi quindi all'abbattimento o alla detenzione di esemplari di avifauna ricompresi nell'Allegato II, per comodità riportati in ordine alfabetico qui accanto) possono valutare la possibilità di inserire nella  denuncia, dopo aver citato la canonica ipotesi di reato di cui alla lett. h dell'art. 30 della legge 157/92, una frase del tipo: "Si sottopone alla valutazione della Procura anche la più grave ipotesi di reato prevista e punita rispettivamente dagli artt. 2, primo comma - lett. c) e 30, primo comma - lett. b della legge 157/92. Il   () è infatti inserito nell'elenco delle specie di fauna rigorosamente protette ai sensi dell'Allegato II della Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica in Europa (cd "Convenzione di Berna") ratificata e resa esecutiva con legge 5/8/1981 n.503."